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LocalTradeWatch
OSSERVATORIO SUL COMMERCIO MONDIALE Un blog per informarsi, capire e per r-ESISTERE e re-AGIRE a livello territoriale |
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giovedì, giugno 17, 2004
Lanciato a San Paolo l’appello globale all’azione: i Governi devono sostenere la sovranità alimentare dei popoli San Paolo, Brasile, 16 giugno – Una coalizione di organizzazioni non governative, associazioni di contadini e movimenti sociali di tutto il mondo hanno scelto la Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo come occasione per il lancio di un Appello alla mobilitazione globale contro fli accordi di “libero commercio” che distruggono l’agricoltura su base familiare e spingono al Sud per una de-industrializzazione controllata dalle grandi corporations. La mobilitazione globale verrà si svolgerà nella settimana 14-24 luglio 2004, la settimana immediatamente precedente il Consiglio generale del Wto che si terrà a Ginevra. José Bove, leader di Via Campesina, afferma che “i Governi dovrebbero bandire ogni tipo di supporto pubblico usato per esportare sotto costo le produzioni agricole, I contadini dovrebbero avere il diritto di proteggere le produzioni interne di generi alimentari contro le importazioni a basso prezzo con l’applicazione di tasse e di quote fisse d’importazione”. La coalizione chiede che i Governi sviluppino programmi di protezione delle economie locali, dei produttori e dei distributori di generi alimentari su piccola scala. Inoltre sostiene che l’agricoltura dovrebbe essere discussa in luoghi decisionali più appropriati del Wto. L’Unctad originariamente era stato creato per promuovere il commercio come strumento per lo sviluppo. “Da quando il neoliberismo si è imposto, l’esperienza che i Paesi poveri ne hanno fatto è stata quella dello strangolamento, da parte delle logiche commerciali, della riduzione della povertà e dello sviluppo, soprattutto in ambito agricolo”, sostiene Gopal, del Center for Environment Concerns, in India. Gopal proviene dallo Stato dell’Andhra Pradesh dove ogni giorno 4 contadini si tolgono la vita per l’indebitamento e la schiavitù del sistema agricolo, anche delle piccole comunità, alle leggi dell’agri-business. “Il Wto e gli accordi internazionali sul commercio non risolvono I problemi della povera gente, ma stanno proteggendo gli interessi dei Paesi ricchi nel mantenere alto il livello dei sussidi e di intervento nelle politiche economiche dei paesi più deboli. Auspichiamo che l’Unctad crei un nuovo dibattito da prospettive differenti, basate sullo sviluppo sostenibile, il rispetto delle culture e della sovranità alimentare di tutti i Paesi”, ha dichiarato Alberto Broch, direttore di CONTAG, la Confederazionenazionale brasiliana dei lavoratori agricoli. Appoggio alla mobilitazione anche dagli Usa George Naylor, presidente della National Family Farm Coalition of the United States ha confermato che gli agricoltori hanno bisogno di politiche che assicurino almeno la copertura dei costi di produzione: “A livello internazionale, debbono essere reinseriti meccanismo di controllo e gestione della politica dei prezzi, come previsto dai precedenti accordi Unctad sulle materie prime”. Di seguito il testo dell’appello Asia People and Social Movements’ Call to Action June 14-15, 2004, Seoul, Korea For two days we shared, discussed and debated on issues such as food sovereignty, food safety, privatization of public services, labor flexiblization, war and militarism, feminization of poverty, trade liberalization, migrant labor, free trade agreements and the World Trade Organization. Based on our experience in Seoul both in action and discussion we have resolved to continue our struggles against corporate led globalization, militarism and war. We are also gathered here to strengthen our solidarity and discuss our strategies for our common struggles. The people of Asia, like all other people of the world, are suffering from the effects of militarism and global capitalism. This was heightened in 1997 when the full effects of neo-liberal policies swept across the region and since then our economies have been further ³restructured² and liberalized at the expense of the people. The proliferation of FTA¹s further entrench the people in poverty. Poverty, unemployment and precarity is becoming even more widespread. Asia is also home to a number of military bases, which is crucial for the US to project power around the region -- in pursuit of its economic and strategic interests. And since the declaration of the so-called ‘war on terror’ in 2001, US military intervention has increased in the region threatening peoples’ security. This US strategy of destabilization in the region can be seen all throughout, including here in the Koreanpeninsula where we are gathered. Neo-liberal globalization and militarism go hand-in-hand. We have identified the US occupation of Iraq and the WTO/FTAs as key sites of struggle, symbolizing the two faces of ‘armed globalization’. We will not stop struggling until the occupation of Iraq and Palestine have ended. We demand the withdrawal of US and other troops. We continue to pressure our governments to stop further deployment of Asian troops. We must also maintain our victory in Cancun by blocking the current negotiations on agriculture and not allow the EU and US to revive the WTO. Education, health, water, culture and all basic services are not for sale either though the WTO or FTA’s. We will reclaim our rights from the so-called ‘free trade’system. We therefore call on all peoples and social movements to join us in this June 30 The US will handover ‘sovereignty’ to a puppet government in Iraq and attempt to legitimize its illegal occupation and we reiterate our demand to end the occupation in Iraq. We will join the global actions from June 26 to 30. July 19-24 Global Week of Action for food sovereignty and block the current negotiations on agriculture in the WTO. September 10 In commemoration of the death of Lee Kyung Hae on September WTO Ministerial in Hong Kong We commit to mobilize for the coming Hong Kong Ministerial in 2005. We will use this as a way to concretely strengthen our solidarity by mobilizing together for Hong Kong. We welcome the initiative of the Hong Kong committee to take the lead in planning and organising the actions and mobilisations. We will work with them in the coming months to realise this plan, taking advantage of the momentum we have gained from the successful mobilization in Seoul. We will mobilise not only in Hong Kong but in all our countries as a global expression of our opposition and strength. We are in solidarity with the resistance of the Iraqis and Palestinian peoples, the struggles of migrant workers and irregular and informal workers, trade unions, peasants, small farmers, urban poor and women. We are committed to coordinate our actions, broaden and strengthen our struggles in Asia. Globalise the hope! Globalise the struggle! Per sottoscrivere l’appello, email: inter@nodong.org venerdì, giugno 11, 2004
Il servizio idrico della provincia di Torino affidato a due società pubbliche Abbiamo vinto! Con mercoledì, maggio 12, 2004
La provincia di Milano decide di affidare la gestione dell’acqua ai privati per trent’anni Senza dibattito pubblico e senza I 186 comuni della Provincia, esclusa Milano che costituisce un ATO (ambito territoriale ottimale) a parte, hanno così imboccato la strada della privatizzazione attraverso le società miste di gestione. Già oggi il “reddito operativo” dell’acqua potabile della provincia di Milano (esclusa l’area del comune di Milano) è pari a 7 milioni di euro all’anno. I cittadini e molti amministratori locali ignorano (o fingono di ignorare) la possibilità di mantenere il completo controllo pubblico della gestione idrica, sottraendo il settore agli appetiti del mercato. La “gestione in hous”, attuata con società interamente controllate dagli enti locali e operanti solo in ambito locale, prevista come una delle opzioni di gestione dall¹art. 14 del decreto legge n.269, con Per venerdì, marzo 19, 2004
Mille sindaci per l'acqua in comuneNasce a Bedonia il Coordinamento nazionale dei comuni per la gestione autonoma del servizio idrico. I rappre Per sabato, febbraio 14, 2004
Più spazio ai privati nella sanità lombarda Allo sciopero dei medici per difendere il servizio sanitario nazionale, la giunta regionale lombarda risponde con una legge che da più spazio ai privati. Secondo la nuova normativa il Consiglio regionale potrà costituire, modificare (o estinguere) aziende ospedaliere in base a criteri di funzionalità, di performance e al «valore aggiunto» derivante dalla riqualificazione delle rete sanitaria. Potrà trasformare tutti gli ospedali pubblici (non solo gli Istituti di ricerca e cura, quattro in Lombardia) in fondazioni di diritto privato. Oppure potrà conferirli ad altre fondazioni che potranno esternalizzare i servizi, compresi quelli fondamentali della cura e della ricerca, a società per azioni. Bocciato un emendamento dei Ds che fissava un tetto del 30%, le fondazioni potranno essere proprietarie per intero di un ospedale. La Regione darà il suo placet a nuove assunzioni, comprese quelle a tempo determinato, solo se rispetteranno i «vincoli di bilancio» della Regione: l'obiettivo per l'anno in corso è di tagliare del 50% le collaborazioni. L'articolo 1 riconosce la «piena parità dei diritti e dei doveri» tra soggetti pubblici e privati che stipulano contratti con la Regione. Attualmente ai privati va il 33% del bilancio della sanità lombarda. Ora la Regione potrà scegliere a sua discrezione da chi comprare i servizi. In questo modo, prevede l'opposizione, i privati potranno salire fino al 50% del «fatturato». Ma la gara della competitività è truccata in partenza: gli ospedali pubblici devono fornire tutti i servizi, le cliniche private scelgono quelli più remunerativi. domenica, gennaio 18, 2004
La petizione contro le privatizzazioni a Torino arriva in consiglio comunale A Torino ha avuto luogo giovedì 15 gennaio la conferenza stampa di illustrazione della petizione popolare contro le privatizzazioni dei servizi pubblici locali. L'interesse suscitato è stato notevole anche in considerazione dell'elevato numero di firme dei cittadini torinesi che l'hanno sostenuta (1.108 ). La petizione sarà discussa in consiglio comunale il 23 gennaio nella conferenza dei capigruppo congiuntamente alla prima commissione consiliare. "Si tratta ora di affrontare una fase più difficile, spiega Fiorenzo Martini, del nodo Lilliput di Torino, capace di incidere sulle scelte e di utilizzare gli spiragli che il quadro legislativo con lunedì, gennaio 12, 2004
Rispondiamo online alla domanda di Domenica In Nella puntata di "Domenica In" andata in onda ieri, 11 gennaio, Paolo Bonolis, ha presentato agli italiani con grande semplicità una situazione che, grazie al lavoro di tante reti e organizzazioni di persone in tutto il mondo, sta diventando sempre più di dominio pubblico. "Il XX secolo è stato il secolo del petrolio - ha detto - mentre il XXI secolo sarà il secolo dell'acqua perché l'accesso a questa risorsa fondamentale condizionerà sicuramente i rapporti tra i popoli".
Insistendo molto sulla drammaticità delle cifre, a noi tristemente note, Bonolis ha ricordato che, se il 2003 è stato proclamato dalle Nazioni Unite "Anno internazionale dell'acqua", oggi alla sua conclusione sono ancora più di un miliardo e quattrocentomilioni le persone che non hanno accesso all'acqua potabile mentre due miliardi e quottrocento milioni di persone non hanno accesso a servizi sanitari adeguati con la conseguenza che muoiono ogni giorno, per malattie legate all'assenza o alla cattiva qualità dell'acqua, trentamila esseri umani. L'acqua è essenziale per la vita".
Mentre alle sue spalle scorrevano le immagini della mostra "Acqua" del fotografo inglese Mike Goldwater, - che si è conclusa domenica stessa a Roma - Bonolis armato di cartellone e pennarello ha raccontato come, mentre nel 1977, in occasione della prima grande conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua i Governi avevano scritto che "l'acqua è un diritto dell'uomo o dell'umanità", a L'Aja nel 2000 hanno fatto un piccolissimo cambiamento "del quale potremmo non accorgerci, in un discorso così lungo", ha avvertito il conduttore. Con un rapido tratto Bonolis ha cancellato la parola "diritto" aggiungendo "bisogno": "L'acqua è un bisogno dell'uomo". C'è qualche differenza? Enorme, si è risposto il conduttore "perché un diritto è per sua natura inalienabile, un bisogno no. Un bisogno può essere venduto, un bisogno può essere mettere in commercio, si può stabilire un prezzo. C'è chi non è più costretto a darti l'acqua ma c'è anche chi può vendertela. Caspita: come cambiano le cose. Subentra il processo di privatizzazione e l'acqua può essere acquistata. Ma un miliardo e quattrocento milioni di persone del terzo mondo ce l'hanno i soldi per comprarla? Sono piccole cose che cambiano gli scenari del mondo intero".
Con questo semplice ragionamento Bonolis ha lanciato la domanda del sondaggio settimanale del programma, che domenica prossima 18 gennaio verrà commentato in studio da Riccardo Petrella, segretario del comitato internazionale del Contratto Mondiale dell'Acqua.
E' giusto che l'acqua diventi una merce?
Prendiamo la parola, diciamo la nostra, anche con un messaggio semplice come
"difendiamo l'acqua bene comune dell'umanità":
si può chiamare la segreteria telefonica (numero a pagamento) all'16463
oppure inviare una email all''indirizzo domenicain@rai.it
posted by localtradewatch
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lunedì, dicembre 15, 2003
Ultime ore utili per inondare di mail il Parlamento Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua Finanziaria & Acqua: Governo indietro tutta? _______________________________________________________________________ La Legge Finanziaria entra nel vivo e le sorprese non sembrano finire. Oggi pomeriggio nell'aula di Montecitorio fanno il loro ingresso, ben protetti dal voto di fiducia, i ponderosi maxi-emendamenti pre I punti maggiormente critici contenuti nei maxi-emendamenti, e segnalatici dagli eletti che sostengono il Contratto Mondiale dell'acqua sono: Il Governo nel maxi-decreto aveva ripristinato la possibilità da parte degli Enti locali di affidare direttamente ad aziende pubbliche, tra le quali i consorzi di comuni, la gestione di alcuni servizi pubblici tra i quali l'acqua. Oggi nei maxi-emendamenti costringe gli affidatari del servizio a non riparare da soli le reti e gli acquedotti, ma ad indire apposite e costose gare d'appalto portando le riparazioni sempre all'esterno; Si modificano le normative di settore, con Per questo, come Contratto Mondiale dell'Acqua, invitiamo tutti i cittadini, le organizzazioni e i movimenti che hanno sostenuto la campagna di pressione via internet per la difesa dell'acqua come bene comune dell'umanità, a continuare a inondare di mail il Parlamento: abbiamo ancora pochissime ore. ================================================== Messaggio da spedire: All’att.ne dell’On/Sen…. Siamo fortemente preoccupati per i possibili emendamenti all’articolo 14 del decreto 269/03 collegato alla legge Finanziaria 2004, che stabilisce il diritto dei Comuni di affidare la gestione dei servizi locali a società interamente pubbliche, senza obbligo di gara. Convinti che l'acqua sia un bene comune che appartiene a tutti i cittadini, la cui gestione debba restare a livello di territorio e saldamente ancorata a meccanismi di democrazia partecipativa, crediamo che l’affidamento diretto, come previsto dall’attuale versione dell’articolo 14 del testo in discussione, sia un passaggio irrinunciabile per rispondere alle esigenze di trasparenza, universalità e controllo pubblico nell’erogazione di un bene vitale come l’acqua, come dimostra l’esperienza di molti Paesi esteri. Siamo profondamente convinti che il diritto all’acqua non possa essere subordinato alle esigenze di profitto di poche imprese, italiane o europee, e ci permettiamo di segnalare gli effetti negativi che si sono registrati dove hanno già sperimentato la privatizzazione e che sono sotto gli occhi di tutti: casi di fallimento della gestione privata, aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi e delle manutenzioni, aumento dei consumi e delle perdite, conseguenze incompatibili con l’interesse collettivo. Per questo come cittadini, ci opponiamo a qualunque tentativo di modifica dell’articolo 14 teso a restringerne la portata, come proposto da alcune forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, e chiediamo a tutti i Parlamentari di agire di conseguenza in sede di dibattito e votazione, nella difesa dei diritti dei cittadini e delle comunità locali Nome Cognome e città Indirizzi parlamentari: ufficiostampa@democraticidisinistra.it; VIOLANTE_L@camera.it; g.angius@senato.it; intsin01@senato.it; FASSINO_P@camera.it; BERSANI_P@CAMERA.IT; ufficiostampa@alleanzanazionale.it; anedda_g@camera.it; senato@alleanzanazionale.it; FINI_G@camera.it; p.bonaiuti@forzaitalia.it; VITO_E@camera.it; r.schifani@senato.it; BERLUSCONI_S@camera.it; segreteria.federale@leganord.org; CE_A@camera.it; f.moro@senato.it; BOSSI_U@camera.it; CASTAGNETTI_P@CAMERA.IT; margherita4@senato.it; w.bordon@senato.it; RUTELLI_F@CAMERA.IT; BOATO_M@camera.it; c.marini@senato.it; direzionenazionale@comunisti-italiani.it; COSSUTTA_A@camera.it; federazione@verdi.it; pecoraro_a@camera.it; intver01@senato.it s.boco@senato.it; socialisti@kore.it; MORONI_C@CAMERA.IT; udeur@udeur.org; MASTELLA_C@camera.it; socialisti@socialisti.org; BOSELLI_E@camera.it; LAMALFA_G@camera.it; direzione.prc@rifondazione.it; GIORDANO_F@camera.it; BERTINOTTI_F@camera.it; VOLONTE_L@camera.it; BUTTIGLIONE_R@camera.it; FOLLINI_G@camera.it ******************************************** CIPSI - Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale Monica Di Sisto Viale Baldelli, 41 - 00146 Roma Tel. ++39/06/54.15.730 - Fax. ++39/06/59.600.533 E-mail: ************************************************
mercoledì, dicembre 10, 2003
Privatizzare fa male: i dati del 37° Rapporto del Censis "Gli ultimi 10 anni hanno visto progressivamente smantellare, sotto la scure delle privatizzazioni, le roccaforti dell'impresa di Stato; sgretolare, a colpi di liberalizzazioni, le enclave dell'economia protetta e fruttare all'erario quasi 100 milioni di Euro. Ne valeva la pena?". Se lo chiede il Censis nel suo 37° Rapporto sulla società italiana. La risposta viene direttamente dai dati della ricerca: OCCUPAZIONE: tra il 1998 e il 2002 è diminuita del 13,1% nel settore gas-energia, del 6,9% nel settore assicurativo e del 12% nel settore dei trasporti. Solo nei servizi di telecomunicazione si è registrato un incremento dell'8,2%. TARIFFE E SPESA PER LE FAMIGLIE: la spesa è aumentata dell'8,8% nel settore gas, del 17,2% nell'energia elettrica, del 17% nel settore trasporti, del 35% nei servizi finanziari, del 42% nei servizi telefonici e del 69% nei servizi assicurativi. Il nostro Paese risulta così uno dei più cari d'Europa. La posta prioritaria costa ad un italiano il 29,2% in più della media europea, il biglietto ferroviario il 4,1% in più. QUALITA' DEL SERVIZIO: è peggiorata. Alcuni esempi: gli italiani che dichiarano di dover far code per più di 10 minuti in un ufficio postale passano dal 66,1% del '98 al 76,4% del 2001; quelli che lamentano difficoltà nell'assistenza da società del gas o di elettricità passano dal 63,1% del '98 al 67,1% del 2001. PRIVATIZZAZIONI E CONCORRENZA. Continuano ad aumentare le imprese coinvolte nei processi di concentrazione: 230 nel '93, 308 nel '96, 395 nel '99, 492 nel 2000, 570 nel 2001 e 603 nel 2002. CONCLUSIONE (POSITIVA) CONSEQUENZIALE. "Se nel '97, un italiano su tre (32,2%) pensava che il ruolo dello Stato in economia dovesse ridursi a quello di mero soggetto regolatore, privatizzando tutte le aziende di proprietà, a sei anni di distanza la quota di liberisti si ridimensiona al 18,8%, mentre arriva al 70% la percentuale di quanti auspicano un ritorno alla politica pubblica diretta". venerdì, dicembre 05, 2003
Finanziaria, gli emendamenti "buoni" su acqua e servizi pubblici locali
Roma, Camera dei Deputati, martedì 9 dicembre I deputati dell’Associazione degli Eletti per il Contratto mondiale dell'Acqua, tra cui Pietro Folena(DS), Nichi Vendola(PRC), Nerio Nesi(PdCI), Valerio Calzolaio(DS), Francesco Martone (senatore –Verdi) presenteranno gli emendamenti alla Legge finanziaria sulle risorse idriche e i servizi pubblici martedì 9 dicembre alle ore 14 presso la Sala stampa della Camera insieme al segretario del Contratto Mondiale sull’Acqua e presidente Cipsi Rosario Lembo. Gli emendamenti, informano i deputati, «si oppongono alla privatizzazione dei servizi idrici e dei servizi pubblici locali sulla parola d’ordine “l’acqua è un bene di tutti” e quindi “deve rimanere pubblica”». Nel corso della conferenza stampa verranno presentati gli emendamenti e l’appello rivolto dall’Associazione a tutti i deputati delle opposizioni contro la privatizzazione dell’Acqua. |