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LocalTradeWatch
OSSERVATORIO SUL COMMERCIO MONDIALE Un blog per informarsi, capire e per r-ESISTERE e re-AGIRE a livello territoriale |
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lunedì, dicembre 15, 2003
Ultime ore utili per inondare di mail il Parlamento Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua Finanziaria & Acqua: Governo indietro tutta? _______________________________________________________________________ La Legge Finanziaria entra nel vivo e le sorprese non sembrano finire. Oggi pomeriggio nell'aula di Montecitorio fanno il loro ingresso, ben protetti dal voto di fiducia, i ponderosi maxi-emendamenti pre I punti maggiormente critici contenuti nei maxi-emendamenti, e segnalatici dagli eletti che sostengono il Contratto Mondiale dell'acqua sono: Il Governo nel maxi-decreto aveva ripristinato la possibilità da parte degli Enti locali di affidare direttamente ad aziende pubbliche, tra le quali i consorzi di comuni, la gestione di alcuni servizi pubblici tra i quali l'acqua. Oggi nei maxi-emendamenti costringe gli affidatari del servizio a non riparare da soli le reti e gli acquedotti, ma ad indire apposite e costose gare d'appalto portando le riparazioni sempre all'esterno; Si modificano le normative di settore, con Per questo, come Contratto Mondiale dell'Acqua, invitiamo tutti i cittadini, le organizzazioni e i movimenti che hanno sostenuto la campagna di pressione via internet per la difesa dell'acqua come bene comune dell'umanità, a continuare a inondare di mail il Parlamento: abbiamo ancora pochissime ore. ================================================== Messaggio da spedire: All’att.ne dell’On/Sen…. Siamo fortemente preoccupati per i possibili emendamenti all’articolo 14 del decreto 269/03 collegato alla legge Finanziaria 2004, che stabilisce il diritto dei Comuni di affidare la gestione dei servizi locali a società interamente pubbliche, senza obbligo di gara. Convinti che l'acqua sia un bene comune che appartiene a tutti i cittadini, la cui gestione debba restare a livello di territorio e saldamente ancorata a meccanismi di democrazia partecipativa, crediamo che l’affidamento diretto, come previsto dall’attuale versione dell’articolo 14 del testo in discussione, sia un passaggio irrinunciabile per rispondere alle esigenze di trasparenza, universalità e controllo pubblico nell’erogazione di un bene vitale come l’acqua, come dimostra l’esperienza di molti Paesi esteri. Siamo profondamente convinti che il diritto all’acqua non possa essere subordinato alle esigenze di profitto di poche imprese, italiane o europee, e ci permettiamo di segnalare gli effetti negativi che si sono registrati dove hanno già sperimentato la privatizzazione e che sono sotto gli occhi di tutti: casi di fallimento della gestione privata, aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi e delle manutenzioni, aumento dei consumi e delle perdite, conseguenze incompatibili con l’interesse collettivo. Per questo come cittadini, ci opponiamo a qualunque tentativo di modifica dell’articolo 14 teso a restringerne la portata, come proposto da alcune forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, e chiediamo a tutti i Parlamentari di agire di conseguenza in sede di dibattito e votazione, nella difesa dei diritti dei cittadini e delle comunità locali Nome Cognome e città Indirizzi parlamentari: ufficiostampa@democraticidisinistra.it; VIOLANTE_L@camera.it; g.angius@senato.it; intsin01@senato.it; FASSINO_P@camera.it; BERSANI_P@CAMERA.IT; ufficiostampa@alleanzanazionale.it; anedda_g@camera.it; senato@alleanzanazionale.it; FINI_G@camera.it; p.bonaiuti@forzaitalia.it; VITO_E@camera.it; r.schifani@senato.it; BERLUSCONI_S@camera.it; segreteria.federale@leganord.org; CE_A@camera.it; f.moro@senato.it; BOSSI_U@camera.it; CASTAGNETTI_P@CAMERA.IT; margherita4@senato.it; w.bordon@senato.it; RUTELLI_F@CAMERA.IT; BOATO_M@camera.it; c.marini@senato.it; direzionenazionale@comunisti-italiani.it; COSSUTTA_A@camera.it; federazione@verdi.it; pecoraro_a@camera.it; intver01@senato.it s.boco@senato.it; socialisti@kore.it; MORONI_C@CAMERA.IT; udeur@udeur.org; MASTELLA_C@camera.it; socialisti@socialisti.org; BOSELLI_E@camera.it; LAMALFA_G@camera.it; direzione.prc@rifondazione.it; GIORDANO_F@camera.it; BERTINOTTI_F@camera.it; VOLONTE_L@camera.it; BUTTIGLIONE_R@camera.it; FOLLINI_G@camera.it ******************************************** CIPSI - Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale Monica Di Sisto Viale Baldelli, 41 - 00146 Roma Tel. ++39/06/54.15.730 - Fax. ++39/06/59.600.533 E-mail: ************************************************
mercoledì, dicembre 10, 2003
Privatizzare fa male: i dati del 37° Rapporto del Censis "Gli ultimi 10 anni hanno visto progressivamente smantellare, sotto la scure delle privatizzazioni, le roccaforti dell'impresa di Stato; sgretolare, a colpi di liberalizzazioni, le enclave dell'economia protetta e fruttare all'erario quasi 100 milioni di Euro. Ne valeva la pena?". Se lo chiede il Censis nel suo 37° Rapporto sulla società italiana. La risposta viene direttamente dai dati della ricerca: OCCUPAZIONE: tra il 1998 e il 2002 è diminuita del 13,1% nel settore gas-energia, del 6,9% nel settore assicurativo e del 12% nel settore dei trasporti. Solo nei servizi di telecomunicazione si è registrato un incremento dell'8,2%. TARIFFE E SPESA PER LE FAMIGLIE: la spesa è aumentata dell'8,8% nel settore gas, del 17,2% nell'energia elettrica, del 17% nel settore trasporti, del 35% nei servizi finanziari, del 42% nei servizi telefonici e del 69% nei servizi assicurativi. Il nostro Paese risulta così uno dei più cari d'Europa. La posta prioritaria costa ad un italiano il 29,2% in più della media europea, il biglietto ferroviario il 4,1% in più. QUALITA' DEL SERVIZIO: è peggiorata. Alcuni esempi: gli italiani che dichiarano di dover far code per più di 10 minuti in un ufficio postale passano dal 66,1% del '98 al 76,4% del 2001; quelli che lamentano difficoltà nell'assistenza da società del gas o di elettricità passano dal 63,1% del '98 al 67,1% del 2001. PRIVATIZZAZIONI E CONCORRENZA. Continuano ad aumentare le imprese coinvolte nei processi di concentrazione: 230 nel '93, 308 nel '96, 395 nel '99, 492 nel 2000, 570 nel 2001 e 603 nel 2002. CONCLUSIONE (POSITIVA) CONSEQUENZIALE. "Se nel '97, un italiano su tre (32,2%) pensava che il ruolo dello Stato in economia dovesse ridursi a quello di mero soggetto regolatore, privatizzando tutte le aziende di proprietà, a sei anni di distanza la quota di liberisti si ridimensiona al 18,8%, mentre arriva al 70% la percentuale di quanti auspicano un ritorno alla politica pubblica diretta". venerdì, dicembre 05, 2003
Finanziaria, gli emendamenti "buoni" su acqua e servizi pubblici locali
Roma, Camera dei Deputati, martedì 9 dicembre I deputati dell’Associazione degli Eletti per il Contratto mondiale dell'Acqua, tra cui Pietro Folena(DS), Nichi Vendola(PRC), Nerio Nesi(PdCI), Valerio Calzolaio(DS), Francesco Martone (senatore –Verdi) presenteranno gli emendamenti alla Legge finanziaria sulle risorse idriche e i servizi pubblici martedì 9 dicembre alle ore 14 presso la Sala stampa della Camera insieme al segretario del Contratto Mondiale sull’Acqua e presidente Cipsi Rosario Lembo. Gli emendamenti, informano i deputati, «si oppongono alla privatizzazione dei servizi idrici e dei servizi pubblici locali sulla parola d’ordine “l’acqua è un bene di tutti” e quindi “deve rimanere pubblica”». Nel corso della conferenza stampa verranno presentati gli emendamenti e l’appello rivolto dall’Associazione a tutti i deputati delle opposizioni contro la privatizzazione dell’Acqua. Prima vittoria dei comuni lombardi sull’acqua: la gestione può restare pubblica L’impegno di questi mesi, dalla stesura dei quesiti referendari all’adesione di quasi centocinquanta Comuni lombardi, dalle riunioni nelle province lombarde alle conferenze e dibattiti con i cittadini, organizzate da associazioni e circoli, dagli incontri in Regione Lombardia all’audizione in Commissione, ha portato (per quel che riguarda l’acqua) all’approvazione di una legge che recepisce, almeno ad una prima lettura (e per il combinato disposto con il Decreto Finanziario in discussione in Parlamento), le richieste dei Comuni lombardi: possibilità di mantenere pubbliche proprietà e gestione, possibilità di costituire aziende pubbliche di gestione inter ed intra Ato, il rispetto del principio “una testa un voto” nelle Conferenze dei Sindaci (almeno per le funzioni fondamentali).
Questo il programma dell’incontro, presieduto da Arrigo Arrigoni (Sindaco Vedeseta, Coordinatore provincia Bergamo “Cira”): - ore 14, 30 - “Acqua, proprietà e gestioni, nella Legge regionale sui servizi pubblici locali” - prof. Enrico Corali (Docente Diritto Amministrativo Università di Bergamo) - ore 15,30 - “ La situazione negli Ato provinciali e le prospettive” - M. Luisa Cribioli (Sindaco Nesso, Componente Com. Ristretto Ato Como) - ore 16,00 - “Il referendum dei Comuni lombardi per mantenere l’acqua pubblica e difendere i diritti delle autonomie” - - ore 16,15 Coffee break - ore 16,45 Dibattito 10 dicembre giornata sull’acqua a Roma Comitato internazionale per il Contratto mondiale dell'acqua; Comune di Roma; Provincia di Roma; con il sostegno della Campagna Coop "Acqua per la pace", in occasione del 55° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani invitano alla giornata speciale: “DICHIARIAMO l’ACQUA UN DIRITTO UMANO UNIVERSALE” il 10 dicembre 2003 - Roma, Campidoglio Sala Giulio Cesare. Intervengono: Walter VELTRONI (I) Sindaco di Roma - Enrico GASBARRA (I) - Presidente Provincia di Roma - Mario SOARES (Portogallo) Presidente Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell'Acqua - Riccardo PETRELLA (I) Segretario Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell'Acqua - Vandana SHIVA (India) economista - Paul LANNOYE (Belgio) Autore del rapporto della Commissione Europea "Acqua e politica per lo sviluppo" - Alex ZANOTELLI (I) - Fidele HIEN (Burkina Faso), Parlamentare – Ex-Ministro per l’Acqua e l’Ambiente - Silvano Saverio DA COSTA (Brasile) Presidente Associazione nazionale Servizi Municipalizzati - Danielle MITTERRAND ( Per Informazioni e Interviste: Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’acqua c/o Cipsi – Ufficio Stampa Monica DI Sisto +06 5414894 ufficiostampa@cipsi.it giovedì, dicembre 04, 2003
Prosegue la lotta per l’acqua in Lombardia, in difesa dell’articolo 14 Prosegue il lavoro dei Comuni Lombardi che, a seguito del recepimento regionale della Legge Galli, hanno da tempo iniziato una serie di azioni e di proteste per vedere riconosciuto il diritto delle comunità locali ad una gestione diretta del patrimonio idrico, senza doversi piegare ad una privatizzazione selvaggia. Nei prossimi giorni il Consiglio della Regione Lombardia voterà un Progetto di Legge che potrebbe dare la possibilità di mantenere pubblica la gestione dei servizi (acqua compresa) così come richiesto da 150 Comuni Lombardi con un referendum abrogativo regionale (il primo nella storia d'Italia) e condiviso da altri 500 Comuni che non hanno sottoscritto le Convenzioni con gli ATO (le aree territoriali ottimali al centro della protesta perché non rispettose dei bacini idrici). I promotori del referendum fanno però sapere di essere fortemente preoccupati per quanto potrebbe avvenire a livello nazionale dove, dopo l'approvazione del Decreto Finanziario 2004 al Senato comprendente l'articolo 14 che sancisce la possibilità dei Comuni di affidare la gestione dei servizi pubblici senza obbligo di gara, sono in atto azioni lobbystiche trasversali (che riguradano sia la maggioranza che la minoranza parlamentare) per modificarlo alla Camera restringendo i diritti dei Comuni e danneggiando i cittadini. Tra le altre cose il CIRA (Comitato Intercomunale Referendum Abrogativi LR 21/98) ha diffuso un appello che invita i Deputati e Senatori lombardi a vigilare ed intervenire al fine di evitare ogni cambiamento all'articolo 14, chiedendo in ogni caso ai Parlamentari di far conoscere la loro posizione in merito agli emendamenti all'articolo 14. Per info: COMITATO INTERCOMUNALE REFERENDUM ABROGATIVi L.R. 21/98 c/o Comune Magreglio P.zza Municipio n. 2 - 22030 Magreglio (CO) tel +39031965119 ? fax +39031965544 - Sito: http://www.comune.magreglio.co.it e-mail: comune.magreglio@mail.net1.it Un altro passo verso la privatizzazione delle Municipalizzate di Torino? Il Consiglio Comunale di Torino ha deliberato lunedì 17 novembre 2003 la costituzione della FCT s.r.l., società finanziaria di cui il Comune stesso é per il momento l’unico azionista al 100%, riducibile in seguito fino al 51%. La dotazione finanziaria di FCT srl è garantita dal Comune di Torino mediante il trasferimento del 9% del capitale della AEM Azienda Energetica Metropolitana Torino S.p.A.. Successivamente la FTC s.r.l. acquisirà dal Comune di Torino un altro 9% del capitale della AEM, questa volta mediante ricorso all’indebitamento con istituti finanziari, che farà salire al 18% la quota posseduta dalla nuova società. Con questa operazione il Municipio avrà nel 2004 un debito pari al 9% del valore della AEM, debito che non risulterà a bilancio. Anni fa il Comune aveva già venduto il 30% del capitale AEM a banche e azionariato diffuso (residenti a Torino e dipendenti dell’azienda) con il limite massimo di possesso di azioni del 5% per ciascun socio. Tale limite viene ora abolito per consentire a FCT srl di arrivare al 18% di azioni AEM offrendo così in prospettiva ai privati il “cavallo di Troia” per ottenere quello che allora gli era sfuggito: detenere un pacchetto azionario abbastanza consistente da determinare “opportune” modifiche ai patti parasociali, un maggior numero di propri rappresentanti nel Consiglio d’Amministrazione e “naturalmente” la nomina dell’Amministratore Delegato e mettere così le mani sull’Azienda. Con la suddetta delibera n. 2003 O8210/64 il Consiglio Comunale, pur affermando di voler mantenere direttamente in capo al Comune la proprietà del 51% del capitale AEM, in pratica favorisce la costituzione di pacchetti azionari privati “forti” in grado di condizionare pesantemente la società. Fonte: Rete Lilliput Torino |