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sabato, febbraio 14, 2004
 

Più spazio ai privati nella sanità lombarda

Allo sciopero dei medici per difendere il servizio sanitario nazionale, la giunta regionale lombarda risponde con una legge che da più spazio ai privati. Secondo la nuova normativa il Consiglio regionale potrà costituire, modificare (o estinguere) aziende ospedaliere in base a criteri di funzionalità, di performance e al «valore aggiunto» derivante dalla riqualificazione delle rete sanitaria. Potrà trasformare tutti gli ospedali pubblici (non solo gli Istituti di ricerca e cura, quattro in Lombardia) in fondazioni di diritto privato. Oppure potrà conferirli ad altre fondazioni che potranno esternalizzare i servizi, compresi quelli fondamentali della cura e della ricerca, a società per azioni. Bocciato un emendamento dei Ds che fissava un tetto del 30%, le fondazioni potranno essere proprietarie per intero di un ospedale. La Regione darà il suo placet a nuove assunzioni, comprese quelle a tempo determinato, solo se rispetteranno i «vincoli di bilancio» della Regione: l'obiettivo per l'anno in corso è di tagliare del 50% le collaborazioni.

L'articolo 1 riconosce la «piena parità dei diritti e dei doveri» tra soggetti pubblici e privati che stipulano contratti con la Regione. Attualmente ai privati va il 33% del bilancio della sanità lombarda. Ora la Regione potrà scegliere a sua discrezione da chi comprare i servizi. In questo modo, prevede l'opposizione, i privati potranno salire fino al 50% del «fatturato». Ma la gara della competitività è truccata in partenza: gli ospedali pubblici devono fornire tutti i servizi, le cliniche private scelgono quelli più remunerativi.

posted by localtradewatch | 10:35 | commenti